gli anticoagulanti
Gli anticoagulanti sono stati la svolta fondamentale nella
lotta ai muridi. La ragione del loro successo è legata al ritardo con cui si
manifesta la loro azione, all'assenza di particolari sapori, alla bassissima
dose d'uso ed alla esistenza di un antidoto specifico.
Gli anticoagulanti utilizzati per la produzione di esche rodenticide
chimicamente appartengono tutti a 2 categorie: cumarine e indandioni. Il loro
meccanismo di azione è comunque simile: agiscono a livello del fegato come
antagonisti della vitamina K interferendo con la sintesi dei fattori della
coagulazione del sangue Vitamina K- dipendenti.
La diversa tossicità delle molecole anticoagulanti è legata soprattutto alla
loro diversa capacità di essere degradate metabolicamente ed allontanate con le
feci o le urine.
La loro azione inizia almeno dopo 3 giorni dall'ingestione, provocando
emorragie interne che indeboliscono l'animale. La debolezza fa' si che
l'animale riduca la sua attività e rimanga preferibilmente nella sua tana.
La vitamina K1 è l'antidoto specifico di tutti gli anticoagulanti.
Principi attivi:
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Warfarin
Il primo anticoagulante introdotto
in commercio il cui uso è ormai raro come rodenticida
ma ampiamente usato in medicina nelle terapie anticoagulanti.
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Chlorophacinone
Anticoagulante a
dose multipla della categoria degli Indandioni. Meno tossico
rispetto agli anticoagulanti di generazioni successive perché si
conserva meno nel corpo dall'animale. Presenta quindi minori rischi
di avvelenamento secondario per la fauna selvatica.
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Bromadiolone
Cumarina di seconda
generazione efficace già con due piccole ingestioni di esca. È il
principio attivo più usato in Europa. Idoneo per la disinfestazione
di tutti i muridi infestanti.
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Difenacoum
È generalmente efficace
già con due piccole ingestioni di esca. E' un principio attivo con
una selettività tra le più elevate; risulta essere infatti tossico
su topi e ratti ed un po' meno sugli animali
domestici.
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Brodifacoum
Potentissimo anticoagulante. Agisce come gli altri
principi attivi anticoagulanti, ma una volta ingerito
ha una capacità di resistere alla degradazione molto
maggiore, per cui anche una singola ingestione risulta
mortale su tutti i ceppi di muridi resistenti agli
anticoagulanti attualmente conosciuti. La quantità
di esca necessaria per ottenere con il Brodifacoum,
la dose letale è molto piccola, e corrisponde appena
al 5% del consumo alimentare giornaliero sia per
il topo che per il ratto.
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Tossicità acuta delle esche:
Nella tabella viene riportato il valore della tossicità
delle esche per singola ingestione.
I valori vengono espressi in DL50 che corrispondono alla quantità di esca in
grammi, che, somministrata per via orale in una unica ingestione, porta alla
morte il 50% di un gruppo di soggetti di peso medio.
I valori sono stati calcolati partendo dai dati sperimentali ricavati sui
principi attivi puri.
Tossicità cronica delle esche:
La tossicità di un principio attivo viene notevolmente
aumentata se l'ingestione viene ripetuta per più giorni. La differenza di
tossicità tra i diversi anticoagulanti in questo caso è molto meno accentuata,
purché non si sia in presenza di resistenze acquisite.